Non me ne vogliano le neo, pre, post, iper, su, giù, underground femministe, so che sto attentando alle fondamenta delle loro più radicate ideologie, ma, se proprio devo darmi delle definizioni, in questo momento so farlo solo in relazione a quella che è la mia più grande ispirazione, e immaginazione, e stimolo, e passione, e scopo, e amore, quale è Sofia, mia figlia.
Nata lei, nasco io. A 28 anni prima, fino ad oggi che di anni ne ho 30 compiuti da qualche giorno.
Sopravvive davvero poco al tempo prima di Sofia. Qualche principio, qualche intuizione, lo studio etico-teoretico alla facoltà di Filosofia e, legato a questo, un interesse quasi ossessivo nei confronti delle dinamiche dell'era contemporanea e del suo uomo dal punto di vista psicologico, un'esperienza in campo imprenditoriale e in genere il tentativo accanito di vivere secondo un senso.
Con Sofia, questo tentativo è diventato fatto.
La scia di Sofia: il blog.
Se ogni aspetto della mia vita parte da Sofia e ritorna a lei, è perciò sulla scia di Sofia, dalla quale mi è difficile prescindere, che racconto ogni mia riflessione, punto di vista, sensazione, ecc., attorno al fatto quotidiano.
Racconto l'evoluzione (si spera) di una donna che segue l'evoluzione di una bambina.
Ma qui il confine tra chi effettivamente nutre e segue chi rimane indefinito.
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