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14.10.10

Comunicazioni di servizio



"...Le conferiamo il titolo di Dottore in Biologia Cellulare e Molecolare con (ride) 110 su 110 (si smarrisce) e lode (non sente)"

quella che "lei è la piccola" anche con le prime rughe, i calli e qualche torto, di quello marcio, di quello che per un po' ci allontana
quella che in effetti, quando cede, le trema il labbro come una bambina, ed è struggente come il cedere di una bambina, e che da sempre, ancora prima di Sofia, ha scavato nello stomaco la fossa che oggi ho riempito con mia figlia
quella che fa i passi con incertezza, come se questo suo incedere fosse il suo credo ormai, ma alla fine, incrocio dopo incrocio, alla fine poi ci arriva sempre
quella che esibisce, a volte infastidita, a volte rassegnata, i suoi non possedere e appartenere, ma che "mia nipote" le scappa proprio
quella che non parla, ma dalla sua carne si vedono tutte le parole che avrebbe da dire
quella che però ora è seduta davanti a me e non riesce a smettere di parlare e raccontare, ancora e ancora e di nuovo ancora quello che oggi abbiamo vissuto e che io ascolto come  se ogni ancora fosse cosa nuova
quella che mi parla, e a cui io parlo, solo per comunicazioni di servizio
quella che non glielo dico, ché non so farlo, ché è da tanto che non lo faccio
quella che è una tenerezza al cuore, e nodo
forse uno dei più grandi


8.9.10

Indovinello ma non troppo



Se, anche quando è fluida e leggera, Sofia mi sta addosso come una cozza,
come fa quando ha quattro premolari aggressivi come geyser, una dermatite quarta-quinta-sesta malattia ancora da diagnosticare, qualche lineetta di febbre e una precoce fax-simile crisi adolescenziale nel passaggio da bimba che gattona non sono padrona dello spazio, meglio che mi porti tu a bambina che cammina non rompere, vado a conquistare il mondo?

Soluzione.
Fa che tra le altre cose sono anche ipocondriaca. E ieri, alle 9 p.m., dopo una giornata da animale da soma, improvvisamente non ho sentito più il corpo. E allora via con la lista: trombosi all'arto inferiore, ictus, embolo, qualche tumoretto qua e là e, dolce in fondo, sclerosi multipla avviata. Non sto scherzando. Io mi trovo ai vertici della piramide del gruppo M.I.M (Malato Immaginario di Molière). Poi un mavaacacare del Riccio mi riporta sui binari razionali e via. Lo dico perché, semmai un giorno in preda ad attacco di panico dovessi scrivervi un post ipocondriaco, sapete come commentare.

Detto ciò,
da tre giorni ho in cantiere un pezzo ma, con un corpo addormentato, gli indici riescono a scrivere un misero nel; cancello: no! meglio per; cancello: forse preferisco tra...
Quando uscirò dal baratro della preposizione perduta per mancanza di forze
pubblicherò.
Speriamo in/nel/tra/fra no! meglio niente più tardi.