Aveva quattro mesi Sofia quando in braccio alla nonna, dopo ripetuti richiami a forma di piagnisteo rivolti a me che stavo lavando i piatti, cominciò a tremare, smise di respirare e diventò nera. Mia madre lanciò un urlo, io i piatti in aria, la presi in braccio e Sofia riprese il colore rosa. Il pediatra la visitò e disse: "Stinnicchi (il siciliano blogger lo sottolinea in rosso :) ovvero: affezioni emotive".
Ovvero: capricci.
Mia madre profetizzò allora che Sofia poco più grande sarebbe stata come quel genere di bimbi che strillano, sbattono i piedi e si buttano a terra per ottenere.
A. D. 2012:
Sofia strilla, sbatte i piedi e al buttarsi a terra preferisce sostituire il più orribile tremare, togliersi il respiro dal pianto e diventare cianotica.
Allora la battaglia quotidiana contro i capricci, capite bene, diventa più spigolosa da affrontare.
Le do il wrustel per merenda o lascio che la lingua le diventi blu?
Ieri, di fronte all'ennesima scena da scuoiamento di capretto per una camamellaahhaaaghhh fuori orario, velocissimamente ho pensato:
NO="Ti lacererò l'anima mentre mi guardi soffrire e rischiare la vita e sarai dannata per sempre"
SI="A quindici anni tornerò con un dragone tatuato sulle tette, il piercing sulla lingua e andrò a convivere con
quel cinquantenne russo che mi ha messa incinta"
Ho scelto la dannazione.