16.12.10

Come sopravvivere ad un pomeriggio piovoso

E quando siamo rimaste sole, ci siamo guardate, abbiamo sorriso come a dirci 'finalmente', quasi fosse l'urgenza di due che da troppo tempo non condividono, ed è cominciato il nostro pomeriggio.

Sedute sul divano, io gambe accavallate a sorseggiare un caffè, lei gambe rilassate e distese mangiando un frutto, ci siamo incantate con le suggestioni delle atmosfere mistiche che in questi giorni passano le pubblicità televisive.
Ci siamo zittite di fronte all'isteria del telegiornale finché lei si è alzata di scatto perché vedessimo un dvd. E lì abbiamo sospirato assieme di fronte ad uno tra i più delicati dei corteggiamenti d'amore.
Abbiamo fatto come di rito l'entourage per tutta casa commentando le statue in mogano africane nella stanza da letto, il separé cinese in bagno, l'ennesima scatola di latta in cucina.
Ci siamo vezzeggiate con i soliti "ma quanto sei bella, sempre più bella" "quanto sono lunghi i tuoi capelli" "come ti sta bene questo vestitino".
Mentre pelavo le patate per cena, si parlava di come cucinarle; mentre cucinavo, lei mi aiutava raccogliendo roba da terra.
E poi ci siamo annoiate anche, certo. 
Con l'esclusiva, però, di poterci permettere un tale scomodo stato, scomodo specie se non è solitario ma lo si condivide, senza fraseggi del cervello, senza imbarazzi, senza colpi di coda o forzature. Accogliendo il momento come naturale estensione del nostro stare bene assieme e anticipazione di nuove attività. 
Che puntualmente sono arrivate: l'hobby in comune del disegno, le immagini di una rivista da commentare, per poi finire con l'eccitazione di tipo adolescenziale all'ascolto di melodie per noi trascinanti in modo irresistibile.

Saluti, baci, buonanotte.     

Sarebbe un pomeriggio comune, forse anche uno dei meno fantasiosi, se non fosse che adoriamo trascorrere del tempo assieme, soprattutto quando questo tempo è lento, piovoso-fuori caldo-dentro come una tazza di the, 
liquido come quasi solo quello natalizio sa essere. 


p.s.: qui quello che in questo periodo ci fa sospirare e qui qualcosa tra quello che ci gasa
:)

11 commenti:

  1. vi vedo a voi due, mentre fuori piove..mi fate ricordare quando Nico era ancora il principino di casa, con tutte le attenzioni per lui, i giochi, le coccole, la ninna nanna. Adesso che sono in due difficilmente sono sintonizzati sulla stessa onda: giochi diversi, stanze diverse, umori diversi. E tocca dividersi.

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  2. uffi ma allora che lo fo a fare un secondo figlio? e la storia che si tengono compagnia? ho sempre più perplessità! ho l'idea che poi sarò (sarei) una mamma a metà. che non farò mai niente bene con uno, ma tutto cosìcosì con entrambi :-/

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  3. anche io ho questo timore.
    non mi piace pensare di dover sacrificare attenzioni a Sofia.
    Eppure...
    ...quanto lo vorrei,
    un'altro bimbo...
    comincio a parlarne sempre più spesso...
    si vedrà.
    E comunque credo che ci farebbe bene, ci farebbe un po' ridimensionare. le supermamme sono deleterie quanto quelle assenti.

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  4. quanto hai ragione sulle supermamme!
    solo che io ho i giorni contati e a conti fatti l'anno prossimo dovrei aver già fatto il bis. e anche un bel po' di compromessi dovrei fare. tipo cambiare nido o addirittura lasciarla dormire lì dopo pranzo. nononono non ci riesco! :-(

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  5. ma no, non volevo farvi passare la voglia del secondogenito. Sono i miei che sono male assortiti o molto più probabilmente sono io che non riesco a farli sintonizzare. Tutto lì. Se potessi farei il terzo così magari Nico si sgancia un po' da me - la sua assoluita dipendenza da me non credo gli faccia così bene..anzi..

    mamiconemicraniachenonpassa

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  6. sarà il freddo
    o troppe bouillotte fatte :)

    mami,
    tu lavori a tempo pieno?
    mi spaventa lavorare e non esserci più per So.

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  7. Il terzo porta l'equilibrio ... il quarto riporta il caos ... ma che meraviglia quando le voci mi raggiungono in cucina ... E che meraviglia per loro non essere mai sole ...

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  8. dico la mia.
    nei primissimi mesi è faticoso-faticoso, anche fisicamente.
    poi si trova la quadra.
    ci si ritaglia momenti con uno e con l'altro e anche se sono diversi di carattere, a volte si trova il modo di allinearli e goderseli nello stesso momento. quando li guardo fare la lotta con il papà, mi sembra di guardare un documentario: come i cuccioli di leone, stesse immagini.

    avevo paura anche io (ti ricordi mami? ti chiedevo come si facesse a voler bene a entrambi? io che adoro quello stronzo del T.???!) ma poi le magie della mammitudine fanno la loro parte.

    sono sempre stata dell'opinione, in ogni caso, che l'esclusività non sia poi un bene per i figli.
    io - un tempo carrierista convinta - sono ora decisa e ferma sul part-time (se si può). io rientrerò a 6 ore e ne sono felice.


    bom.
    anche stavolta ho ficcato il mio naso.
    a.

    ps: anche io vorrei trovare la forza per il terzo: 2012 sarebbe una bambina secondo il calendario cinese della fertilità...)

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  9. un attimo!
    mammamiao sono di corsa e non posso sbirciare, ma: 4 FIGLI?????
    a.

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  10. Per 10 anni ho fatto la pendolare: fuori casa alle 7, rientro a casa, quando andava bene, alle 19,30. Per 4 di questi 10 anni mi sono sentita mamma a metà (e quando arrivavo a casa dei nonni a prendere Nico spesso non mi guardava neanche) e alla fine, quando è arrivato Andre, ho trovato una via di mezzo che andasse bene per me e i bambini.
    In questo momento ho un part-time a 6 ore, un part-time concessomi l'anno scorso (senza neanche chiederlo a momenti) per i problemi di N. Il contratto è valido fino al 31 dicembre. Oggi ho chiesto udienza e il Grande Capo mi è sembrato collaborativo. Ma ora passa tutto all'ufficio del personale...è lì vedremo che fine farò..
    Con 6 ore riesco a non dipendere da nessuno (nonni, zie, doposcuola) e a seguirli di più. Ma tante volte, quando magari sono nervosa o stanca e lio sgrido, beh, quelle volte penso che non serve a niente fare part-time se poi il tempo passato bene non è BUONO..

    insomma, non so darti una risposta neanche stavolta, sorry...

    m.

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  11. Mammamiao,
    proprio stamattina facevo il caffè, Sofia seduta a sgranocchiare il suo biscotto, una pace assoluti, e pensavo che nonostante a volte desidererei un risveglio solitario, alla fine la verità è che non è mai stato così pieno di senso farmi il caffè.

    A.,
    sarebbe questa la svolta di cui parlavi per il 2011?
    speriamo di sì :)

    mami,
    buono/non-buono credo che dipendano dai nostri stati personali.
    buono è quando ci sentiamo bene con noi stesse, quindi come mamme, non-buono è quando ci giudichiamo male.
    penso che i nostri bimbi siano più indulgenti nei nostri confronti.
    il tempo che passano con te è buono perché ci sei.
    è non-buono quando manchi.
    (oggi sono indulgente io, per questo parlo così)

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