4.5.11

Il mantra di Penelope

Io sono una donna moderna.
Il mio tempo è il nano secondo. Faccio la doccia in un nano secondo, le pulizie in un nano secondo, la cucina in un nano secondo, le bollette, le uscite, le telefonate, la pipì, il trucco, le letture in un nano secondo, pensare a come sterminare quella blatta sul muro in un nano secondo. Scrivo in un nano secondo.
Dimentico cellulare e chiavi, anche questo in un nano secondo.
Mi tengo costantemente, devotamente, doverosamente aggiornata, che non si dica che nel tempo del progresso illimitato io rimanga indietro. Riviste, rotocalchi, rubriche, approfondimenti, letture di ogni genere, affermazioni e confutazioni, persino Facejunkfood, perché pare che per coltivare il senso critico ci sia bisogno di stare al passo pure con la spazzatura.
Dopo la sbornia del boom economico di qualche decennio fa, avendo scoperto sulla pelle che è tutta una bolla campata per aria pronta ad esplodere e lasciare tutti nudi e bagnati, spendo il giusto, spendo per la qualità, per il resto riciclo, tengo con cura, e faccio vintage.
Dopo la sbornia dell'industrializzazione di qualche decennio fa, avendo appreso del radicato degrado ecologico e disumano, uso pochi prodotti chimici, giusto quelli che mantengono sotto controllo la moltiplicazione della vita sul gabinetto, faccio la differenziata e boicotto con rispetto ma con forza il cinese e lo sfruttamento delle multinazionali.  
Dopo la sbornia del sesso libero e insieme del femminismo di qualche decennio fa, avendo ormai equilibrato tutte quelle forze rivoluzionarie e dionisiache, oscillo, culturalmente sostenuta, tra il gattamortismo della vita sociale patinata di buone maniere e l'essere predatoria e disinibita dentro il talamo nuziale.
Vesto tutto per ogni occasione e umore. Tacchi, ballerine, pantofole, gonne, basse, medie, alte, abitini, jeans, pantaloni alla caviglia, larghi, stretti, alti, in vita, grembiuli, creme e pelurie invernali.
Tengo Sofia da sola, faccio la spesa da sola, vado al bar da sola.
E tra qualche tempo potrò dirmi di aver abitato tutte e due le facce della maternità, la mamma che sta a casa a tempo pieno, maternità mariana devota e sacrificale in nome della buona e feconda prosecuzione della specie, e la mamma che lavora, maternità mariana poco poco meno devota e sacrificale, o forse sacrificale in modo diverso, con tacchi e rossetto.

Perché oggi la donna è tutto. Deve essere tutto. 
Perché oggi, se la donna è moderna, deve dimostrare che Dio porta le ovaie e le poppe. 

E io sono una donna moderna.

Io sono una donna moderna.

Io sono una donna moderna.

Io sono una donna moderna...

...

...Io sono una donna moderna...

...Io sono una donna moderna...

...

A distanza di due mesi, di notte tengo ancora le luci accese, di giorno mi aggiro per casa come un'anima in cerca di ristoro, a volte selvaggia ed irritata, altre mesta e scorata, vampate di calore, poi brividi di freddo, irrequieta e apatica, in costante, inconsolabile, inesauribile, circolare, penelopenica attesa.
Che il Riccio torni e sbatti fuori da questa nostra casa i malumori venuti con la sua assenza a predare.



Io sono una donna moderna.

Io sono una donna moderna.

Io sono una donna moderna.

6 commenti:

  1. cara Ale, a fare che?
    la Penelope? :)

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  2. A fare tutto e a raccontarlo così!

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  3. sei davvero un mito ai miei occhi, e non scherzo!!

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  4. io sono una donna moderna.
    io sono una donna moderna.
    io sono una donna moderna.
    io sono una donna moderna.

    PER CUI, prima della fine dell'anno mi godo un fine settimana DA SOLA, come una vera donna moderna (sull'orlo di una crisi di nervi).
    a.

    ps: che tonalità di rossetto preferisci?

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  5. Penelope, ti fai attendere quanto Ulisse?
    ;)

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