21.9.11

Quando uno nasce tondo...

Tutte le volte che ho bisogno di risalire alla radice della mia persona, chi è che non lo fa?, mi rendo conto che faccio sempre e solo un'unica cosa.
Non mi metto a correre o nuotare o fare ginnastica, ché non sono di fatto una sportiva.
Non mi metto a cantare o suonare un qualche strumento, ché le arti musicali fanno parte della mia vita per simpatia, o empatia, non so bene, e non per necessità espressiva, come per esempio per il Riccio.
Ne mi metto a dipingere, ecc ecc, sebbene il disegno sia per me un hobby ecc ecc.

Io quello che faccio è, come posso dire?... dai, la faccio spicciola: fare filosofia. Eh sì... lo so lo so...
Questo significa che ho sparsi per casa una decina di libri aperti, Fichte, il velo di Maya e Shopenhauer, l'Abbagnano e la post-modernità, Lewis Carroll e Le avventure..., dozzine di documentari visti in questi giorni su la teoria delle stringhe, la teoria M, fisica quantistica, la materia come sostanza pensante, neurobiologia e così via.
Questo significa ancora che tra una mutanda da smacchiare e un formicaio in casa da estirpare me ne vado in giro cercando di dare un corpo a tutto quello che sto studiando.
E nel frattempo faccio a pugni.
Perché tra la mutanda e la fisica quantistica c'è qualcosa che non funziona.
Ovvero.
Sono una pensatrice. E sono una mamma.
E faccio a pugni.
Perché quando sono una pensatrice il fatto per me è irrilevante. Il fatto, o il mondo così come lo conosciamo e lo viviamo, è per me la punta di un iceberg di qualcosa più basale, sostanziale.
E se fossi una ragazza universitaria andrebbe bene. Andrebbe bene se la mattina appena sveglia poggiassi il piede su dieci centimetri di polvere e pensassi quant'è comodo sto tappeto.
Andrebbe bene anche se fossi una Rita Levi Montalcini e una vita, una grandiosa vita, dedicata per intero alla ricerca.
Andrebbe bene anche se fossi un uomo, ché se anche fosse papà, diciamocelo, la sua vita da ricercatore non verrebbe minimamente scalfita dalla genitorialità, magari prestata per qualche ora alla settimana, lateralmente e con scadenze saltuarie e casuali.
Io invece faccio a pugni perché, sebbene, come pensatrice vuole, il fatto mondano non mi interessi, Sofia è il mio fatto imprescindibile. Sofia che gira tutta nuda con solo un cappello di paglia azzurro in testa, Sofia che chiama, che vuol giocare, vuole baciarmi e far baciare Barbie e Woody, Sofia e il bagnetto, Sofia e la pasta con le lenticchie, Sofia che balla mentre recito "Apelle figlio d'Apollo...". E non voglio, non posso, non devo mancare ad un solo di questi fatti. E poi, alla fin fine, non mi piace sentire l'estraneità e stranezza nei confronti del mondo.
E infatti faccio a pugni non certo, manco a dirlo, con Sofia né con la maternità. 
Faccio a pugni con la pensatrice che sono e che chiederebbe tempo, tutto il giorno, tutti i giorni. 
La fisica quantistica non aspetta certo il pisolino pomeridiano né la sera, ché di sera c'è al massimo posto per un topolino o le letturine di Paulo Coelho; già Erri De Luca butta pesante.
Ma non è questo il problema. Infatti mutande smacchiate e formicaio estirpato. Faccio quello che devo fare, insomma, con tanta pace e buona volontà :)


Ho parlato di tutto questo per la questione blog.
Perché, insomma, ho capito da un bel po' la dinamica. Scrittura leggera, fluida, frizzante, senza arzigogolii, o sofismi, e temi rilassanti. Qualche riflessione sparsa qua e là ma senza esagerare. Lo so perché alla fine è quello che cerco anch'io in un blog quando mi siedo qui, ché nonostante sia una pensatrice teorica cronica anch'io, cazzarola, a volte ho bisogno di rilassarmi! 
Il blog, personale ovvio, perfetto racconta una storia e nient'altro. 
E cerco di farlo anch'io, di stare alle regole del gioco, seppur malamente, ché quando uno nasce tondo...
Non a caso chiedo a volte al Riccio: "Riccio, ma sto' blog c'ha una storia?"
E lui mi risponde di sì ma solo per una questione di sesso :)


Ora non saprei proprio come farlo. Talmente pregna di certi temi che qui non hanno e non devono avere motivo d'essere, che non saprei come raccontarvi dello zainetto dell'Ape Maia nuovo di Sofia, o del matrimonio di mia cognata, o della scampagnata di fine estate.
E poi.
Se per me in questo periodo il fatto, e quindi nel mondo dei blog il fatto raccontato, non mi interessa (a parte quelli dove a prescindere dal fatto o dal non-fatto c'è un legame speciale senza se e senza ma e di cui non posso fare a meno); e siccome ogni cosa vive di reciprocità, ad esempio se penso che gli uomini sono invidiosi è perché io stesso conosco bene e provo invidia, oppure se intendo l'umanità come buona e civile è perché dentro di me non può esserci altro che bontà e civiltà e non riesco a vedere e riconoscere altro da questo;
allora, per lo stesso motivo, se non riesco a interessarmi dei fatti, mi viene da pensare facilmente al perché voi dovreste interessarvi ai miei di fatti.

Ad ogni modo.
La questione, miei cari lettori, è che vi amo e che non voglio di certo tediarvi perciò sssssssst, silenzio, fino a che tornerò dentro le regole del gioco, come è giusto che sia.

Ecco.
E' tutto.
Ora chiudo, che a proposito di fatti mondani, quella sostanza nauseabonda e vischiosa sul pannolino di Sofia è tutt'altro che sostanza pensante. E poi via a mangiare pasta e ceci di cui va ghiotta.

E fanculo alla fisica quantistica.

11 commenti:

  1. ma cos'è? un addio? sei matta?!?

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  2. :)
    ma non ci penso affatto!!!
    questo blog è uno degli amori della mia vita!
    ma và...
    anzi, sto pensando a nuove cose da portare qui.
    ho solo detto che fino a che non mi passano per la testa tutti quei pensieri lì legati ai miei ultimi studi che qua dentro non c'entrano niente eviterò annoiamenti (me lo segna in rosso ma mi piace e insisto) inutili.
    l'è tut.

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  3. Cara Vero, qualsiasi cosa scriverai, io la leggerò. Mi piaci troppo.

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  4. Ale :) ti ringrazio immensamente.
    mi dai forza.


    Mister Delicato,
    Lei mi lusinga :)

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  5. ciao vero,
    credo che non esista una regola per decidere su che basi fondare un blog, e che argomenti portare avanti, e cosa dire per intrattenere i visitatori. pensa che noia sarebbe. io nei blog amo più di tutto l'anarchia, l'imprevedibilità
    tu sai sempre incuriosirmi. punto.
    che razza di problemi ti poni?
    pa

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  6. hai fatto lo zainetto dell'ape maya!! era da un po' che volevo chiedertelo
    ;)
    m.

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  7. ho confuso il velo con l'ape....
    m.

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  8. ... Andrebbe bene anche se certe volte tu fossi solo pò(ma veramente solo un pò) più VERONICA e meno mamma di Sofia.
    Ti svelo un segreto.
    Quando sei Veronica, rimani sempre mamma di Sofia e moglie del Riccio.
    Non è stupefacente questa moltiplicazione delle personalità di cui sei dotata?
    Bene! Allora usala.
    Perchè ci sono delle volte che non cercare le tue amiche FA MALE!
    Certe volte non ti può bastare sapere solo che esistono per incoraggiarti a proseguire la costruzione della tua meravigliosa vita.
    E poi.
    Sapessi che invidia...
    Perchè adesso, senza battere ciglio cambierei volentieri la mia ultima borsa griffata per uno zainetto dell'ape maya, e un Happy Hour per un piattone di pasta e ceci.
    Ho aspettato tutta la giornata del 10 settembre che mi arrivasse la telefonata di Marilyn che con voce flautata mi cantasse Happy Birthday Mr President.
    Oggi è il 29 settembre e io ancora attendo.
    Perchè me lo devi.
    Stupida?
    NO. Arrabbiatissima!
    Perchè io, come te, faccio a pugni ogni giorno della mia vita.
    E questo è un diretto per te.
    Ti amo.
    Viv

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  9. cazzona!!
    io, in primis. è questo, dopo il fattaccio, è più che ufficiale

    e tu, che mi sputtani in diretta satellitale!


    vediamo intanto se riesce così


    taaaaa...nti...auguu...rii aaa...tee...
    taaaaa...
    nti...
    auguu...
    rii
    ...
    ...

    naaaaaaaaah
    ti (chi)amo


    ps: chiedo umilmente scusa.
    il fatto che sia la prima volta in quindici anni vale?

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