22.10.10

Prego, si stenda pure sul forno

"Riccio, sei un incapace, triste omuncolo senza spina dorsale, io ti disprezzo"; la voce arrancante e rotta come se avessi spine in gola. 
Il Riccio sorride. 
La reazione mi spiazza e adesso urlo: "Allora sai cosa fai? Prendi le tue cose, fai le valigie e torni al tuo paese"
Il Riccio scuote le spalle e sorride ancora, sprezzante, beffardo e liberato. 

Capita che per convincere Sofia ad addormentarsi (lo so: è una dichiarazione non priva di implicazioni meschine comportamentali) io debba fingere di dormire. Una pietosa finzione, un teatrino di bassa lega, purché Sofia mi lasci riprendere fiato almeno una mezz'ora.
Capita che impianti il teatrino oppressa da una prima mattinata piuttosto sfibrante e che di conseguenza la finzione diventi realtà: mi addormento davvero.
Capita che oggi il mio inconscio abbia punito i miei mezzucci da quattro soldi con questo sogno genere caso clinico Freud.
Al risveglio le spine ce le ho in testa.
Come fare a liberarmene velocemente, senza ricorrere a metaforiche pinzette tipo analgesici o colloqui psicoanalitici?

Comincio a pestare, affondare colpi sempre più precisi e metodici con una pietra, raccogliere i pezzi, triturare, inforcare, sbattere, dosare i colpi, premere, voltare e rivoltare. Infine ripulire.
E mentre la catarsi della mente arriva, ho sempre più la netta certezza che le frustrazioni si zittiscono quando entra in gioco il vigore del corpo. 

Ed è così che, durante questa soddisfacente e fruttuosa seduta terapeutica autogestita, nasce 

Amande: la nana dark (e sbrisolona)  







































125 g di mandorle finemente tritate
70 g di cacao amaro 
120 g di zucchero
3 uova (tuorli e albumi montati a neve)
100 g di burro ammorbidito 
1 bustina di lievito per dolci 
vanillina 

Le dosi sono il frutto di una mia libera interpretazione di due ricette differenti (torta alle mandorle+torta al cioccolato) assemblate. Sarebbe dovuta lievitare, vista la presenza del lievito. Così non è stato.
Poi si sa: la creatività prende strade che non possono essere controllate, si insinua in straducole che non abbiamo chiesto di percorrere, ma spesso premia.
La nana è profumatissima, dolce e vagamente amarostica, croccante&morbidissima, sbriciolona in modo imbarazzante.
La tazza qui sopra è piena di latte, compagno di vita della nana. La nostra cena. 

Squi-si-ta.
Parola di Sofia. 















La sua prima torta.

12 commenti:

  1. che bbbbbbbbbuonaaaaaaaaaa!
    beata sofia ;)

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  2. provala, Marta.
    tanto poi c'è l'acquagym, no?

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  3. vero, mi sembra la base per i brownies.
    buona e appiccicosa.
    per quanto riguarda la riccio-lite, mi sembrano parole uscite dalla mia bocca, tranne il 'e torni al tuo paese': il Suo è lo stesso mio, farebbe troppa poca strada. in genere lo invito a tornare a casa dei suoi, almeno la minaccia assume un senso.

    oppure marta, potresti portartene una fetta da mangiare MENTRE fai acquagym - così te la godi e quando esci non ti senti grassona.
    ciao ragazze
    a.

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  4. Le mandorle spezzate con il sasso mi ricordano tanto mio nonno. Anch'io stravolgo sempre le ricette, spesso perché mi dimentico qualche ingrediente. E adoro le tazze.

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  5. sono penosa in cucina, io...
    me la farai tu, quando verrò a trovarti ;)

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  6. STONF!...
    ...scusa, sono appena svenuta dall'emozione

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  7. ma sai che a vederlo sul mac questo lilla/glicine è tutta un'altra cosa???!!! promosso a pieni voti! sembra il corrispettivo femminile della carta da zucchero.

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  8. mami, anch'io adoro le tazze...ine: quelle da caffè.
    è ovvio: tu tisana, io caffè.
    sappiamo cosa regalarci :)

    marta
    :)

    rosa
    menomale
    sai, io sono un'amante del nero
    perciò esser passata a questo...è un grande cambiamento
    adooooro la carta da zucchero

    a.,
    mi fai morire :)

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  9. lì'ho visto solo ora! bene, mi presenenterò al nostro incontro, quando sarà, con tazzine di caffè ;)

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  10. e io con quelle per valeriana :)

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  11. in questo periodo abuso notevolmente di latte caldo o cioccolata in tazza :)

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