19.2.12

Il momento

Bisogna capire quando è arrivato il momento.

Di stare qui in piedi sapendo di essere qui in piedi, sentendolo.
Di non perdersi niente con gli occhi, di non tralasciare nulla, ma ché tutto attorno è già tutto e la frenesia degli occhi invece si perde, in tante cose, tante cose.
Di usare la propria voce mettendo a tacere l'ombra del 'è già stato detto tutto', ché proprio tutto la tua voce, la tua, ancora non l'ha detto e ha bisogno di farlo se è voce.
Di capire che una delle cose più belle di questa vita è la cura di cui le cose intorno hanno bisogno. Si chiama bellezza. Altrimenti è spreco. 
Bisogna capire quando è arrivato il momento di guardarsi allo specchio guardandosi, senza esaltazioni, ripide all'insù, o all'ingiù.
Guardarsi in faccia, guardandosi e basta. Una bilancia e la pianura.
Quando fare dei nostri errori non cicatrici ma solo turbolenze passeggere, e risolverli.
Di togliere i vestiti che non ci raccontano più e vestirsi di nuovo, ché questo corpo ha bisogno di essere coperto e protetto così come raccontato. I vestiti, la loro scelta, lo fanno.
Quando è arrivato il momento di dare importanza alle piccole cose, di non temerle come frivolezze e disimpegni, le tende al sole, i quadri appesi, le tazze e il caffè, il pranzo, i documenti sul tavolo, la finestra aperta, il vicino che passa dritto, l'appuntamento alle 15.00, la camicia sgualcita, la piega fresca dei capelli di tua madre, le voci al telefono, la penna vecchia, la collana senza gancio, il divano, la domenica mattina, il rumore delle nuove scarpe che ancora non conosciamo bene, le frasi di chi conosciamo, il giornale, il forno acceso, di non temerle come frivolezze e disimpegni e dar loro tutta la nostra appartenenza. Perché l'appartenenza è un'altra delle cose più belle di questa vita. Se le cose ci appartengono è perché esistiamo.

Bisogna capire quando è arrivato il momento di pulire ogni cosa, mettere ordine, pettinare i capelli, indossare la giacca nuova, e andare incontro, la musica, quella tua, a nuove ispirazioni, nuove prospettive, i mondi che ancora non si conoscono ma che certo esistono se quella cosa che ti manca esiste.
E usare il tempo come ci piace. Perché è così che funziona: funziona come ci piace.
Di non temersi, ma andare come quelli che si cacciano le mani in tasca e vanno.


Bisogna capire quando è arrivato il momento di avere quella camminata.
Quella tutta speciale che va avanti senza fretta, si offre serena.


In un giorno qualsiasi il momento l'ho capito.

5 commenti:

  1. uno dei post più belli che abbia mai letto in questi anni. serve spiegare perchè? pa.

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  2. che emozioooonee, Pa :)
    ora contenta vado a fare le frittelle :)

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  3. Di capire che una delle cose più belle di questa vita è la cura di cui le cose intorno hanno bisogno. Si chiama bellezza. Altrimenti è spreco.

    In questo si racchiude tutto. Con questa frase mi hai accarezzato il cuore;e ora più che mai ne ho bisogno. Di riscoprire le semplici cose, di avere il tempo di comprare un giornale e leggerlo, di ripartire da me, dal mettere lo smalto. Mi ha fatto piacere leggerti oggi che ho deciso di sistemare i capelli, di non trascurarmi come ho fatto. Sono incostante, e lo sai...ma mi ritrovo spesso, qui tra le tue lettere.

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    1. che piacere immenso, Diky...

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    2. quello lassù è un esempio di coscienza collettiva :)

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