7.5.10

Strada ------------------------------

E pensare che, sempre nella stessa macchina, qualche sera fa ho meditato la fuga. Pioggia scrosciante, qualche avventore eroe della spesa come me, e una strada larga, lunghissima, senza curve.

Quella che ho percorso per 30 anni. Prima in braccio, poi a piedi, a piedi con le amiche, ancora a piedi con i fidanzati, in motorino con amiche e fidanzati.
Poi in macchina. 
Da sola. 
La libertà. La liberazione. L'esplorazione senza compromessi o toni smorzati. Sola, con le mie faccende a cui dover render conto.

La strada, in macchina sulla strada, mi ha parlato subito di luoghi del vivere su cui non avevo ancora posato nessuna mia vicenda, di esperienze nascoste negli intrecci di spazi urbani ed extraurbani, di percorsi dove non avevo osato alcuna audacia, di guida della mia persona verso. Verso. La strada mi ha insegnato il movimento delle scelte verso un'intenzione e mi ha offerto il senso di appagamento della conquista.
In macchina, sospesa sulla strada ho mangiato, bevuto, letto, studiato, lavorato, dormito, fumato, sviscerato con Vì. interminabili conversazioni fino ai mal di testa, consumato l'assurdità di certi amori e la straordinarietà di altri, ho pianto, d'amarezza e di gusto, ho sfidato tutto ciò che era possibile sfidare a 180 km/h, sbattuto sportelli, tirato calci, gridato, sussurrato e sperimentato il contenuto del silenzio nell'ascoltare quello che avevo da dirmi.
Mi sono data all'evasione da certi strozzamenti di collo, e poi sono tornata; mi sono smarrita nei vicoli d'ombra delle incongruenze della mia persona, e sulla strada ho rimontato i pezzi, curva per curva, salita per salita, discesa per discesa.
Ho avuto paura.
Ho trovato le forze.
Ho avuto fretta.
Ho preso tempo di fronte alle prime e ultime vesti del giorno.
Sono caduta. Centinaia di volte. E la strada mi ha tollerata, anche da caduta.                                                                                                madre passionaria

E' in macchina, sulla strada, che le forme della mia città una sera si sono liquefatte e non le ho mai più riviste come sempre ho fatto. La sera che ho scoperto di aspettare mia figlia. Di essere diventata madre.
                                                      
Ed è in macchina che in questi giorni, io guido, guardando dallo specchietto retrovisore trovo Lè. e Sofia, ed è tutto quello che ho.

E pensare che, sempre nella stessa macchina, qualche sera fa ho meditato la fuga. Pioggia scrosciante, qualche avventore eroe della spesa come me, e una strada larga, lunghissima, senza curve.
Che ancora mi tollera se cado.

     

2 commenti:

  1. ...che a volte è necessario solo sterzare un poco.

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  2. Proprio così, Michela. Ho fatto proprio così.

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